lunedì 29 settembre 2008

PARA VOS



Lei correva perchè era in ritardo, con la borsa in mano attraversò bruscamente la strada e riprendendo fiato pensò dentro di sè che una sorpresa in fondo non ha tempo, specie se inaspettata.


Così entrò in quella stanza piena di specchi e subito lo vide. Non la sua immagine riflessa, vide proprio lui e gli sorrise.

Lui non la riconobbe subito forse perchè era cambiata tanto dall'ultima volta o forse perchè adesso lei assomigliava più all'idea che aveva di se stessa, soltanto adesso poteva essere davvero lei.
Lui le andò incontro baciandole le guance e lei venne accarezzata da quel profumo che non si dimentica e dall'azzurro degl'occhi di lui.


Fu un attimo, solo un attimo.

Il resto fu musica e mani che si toccano quasi a chiedere permesso. Fu turbamento e emozioni. Ed emozioni che turbano.

Forse la turbavano perchè non era ancora abbastanza forte per sapere quale direzione prendere. Non sapeva se fosse stata più saggia la strada dell'azione o quella dell'attesa.


Lei ripensava a quegl'occhi e a quelle mani e sapeva che avrebbe desiderato un gesto in più per sapere come muoversi.
Ora, la paura di sbagliare di nuovo la induceva a restare immobile, vigile ad ogni battito.


Ma capitava che lei ripensasse a quegl'occhi chiari e a quanto le avevano donato in quel poco tempo.
A quanto il volto di lui sapesse parlare senza che le labbra si muovessero.

Lei aspettava...ma il suo non era un aspettare passivo. Semplicemente lo voleva aspettare per capire se i loro passi potevano esistere in una sincronia. Voleva aspettare per capire se riusciva a decifrare la direzione dei suoi di passi, anche ad occhi chiusi, proprio come le aveva insegnato lui.


Così si sedette, e restando a piedi nudi, lo cercò con lo sguardo, anche se, se fossero stati soli, lei avrebbe voluto dirgli tante cose.

14 commenti:

ARMANDO PARIS ha detto...

primooooooooooooooo !

ARMANDO PARIS ha detto...

segui la voce del cuore !

vedrai che non ti puoi sbagliare!

fa ciò che ti fa stare bene!

un saluto

rompina ha detto...

bene!
finalmente!!!
contenta!!!

alfie ha detto...

se è come credo di aver capito complimentoni!!!!!

Faby ha detto...

Wow...bello:D...Un bacio

Pupottina ha detto...

^____________________^

che bello!
sono contenta per te...

ha detto...

Ok, riprovo, ma timidamente...
se ora dico, questa volta a bassa voce però (perchè non voglio fare un'altra figuraccia come la scorsa volta):
"aspetta.. aspetta.. significa che hanno finalmente liberato il principe azzurro?"
che mi rispondi?
va a cag...?

Sara ha detto...

Siete fuori strada! ;-)

ha detto...

ehhehehehe almeno non sono l'unica, tiè!!
hai usato il plurale, no?
io comunque l'ho detto sottovoce...

Anonimo ha detto...

Il tango...!!!
E' come una medicina!!!

Faby ha detto...

Hey Saretta, il mio "wow" era riferito al tuo post...Poi se la protagonista del racconto sei tu ancora meglio...Ma per liberare il Principe Azzurro l'impresa è ardua. Ce la farà la nostra eroina?Lo scopriremo solo vivendo;)Besito

Sara ha detto...

sisi faby, ho capito e ti ringrazio tanto..;-)

jessica...mi piacerebbe raccontarti in privato..sai com'è...:-) :-)

ha detto...

Caspiterina... peccato che non sono di Roma, sarei volentieri uscita a bere un caffè... pensandoci meglio... tra la tua e la mia storia forse è meglio una pizza

Mariangela ha detto...

no ma io DEVO sapere che canzone è quella che hai messo in questo post meraviglioso!