
giovedì 23 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Freddo, rumore e malinconia
Abbasso il suono assordante che nel mio torace fa l'effetto di una cassa di risonanza e cerco di riportarmi ad un fluire sereno di pensieri. Ho bisogno di mettere ordine nei cassetti della mia Vita, perchè ho paura che a lungo andare non ritroverei me stessa.
Penso a quello che sto vivendo questo periodo, se vale la pena lottare o abbandonare le dita in un pugno aperto e esanime. Molti dei miei disperati tentativi, negli ultimi mesi, si sono rivelati gesti che hanno portato via solo fiato e forze.
Penso che di tante piccole storie a riempire buchi qua e là, non ne ho avuta una intera.
Sembra che io viva nel limbo della metà, dove tutto viene vissuto come a tempo determinato.
Mi basta già il mio lavoro precario a non farmi proiettare troppo a lungo con i progetti e le speranze.
Ma siamo precari anche nei sentimenti?
Me lo chiedo già da un pò...Potrei agire e ricominciare e ricambiare, di nuovo, direzione. Oppure stare ferma, immobile, vigile. Quest'ultima ipotesi mi costerebbe meno fatica, forse.

lunedì 6 ottobre 2008
....Sara
Mi chiamo Sara, alcuni mi scrivono Sarah, avrò a breve 24 anni.
Sono figlia ribelle di un dolore matrigno, ho un intuito folle e felino. Qualche amore alle spalle a riempire vuoti qua e là.
Amante dell'Arte in ogni sua forma, giocoliera delle parole ed equilibrista nella Vita.

domenica 5 ottobre 2008
Emmenomale!
Arriva il giorno in cui capisci perchè certe cose sono andate in un certo modo e per me quel momento è arrivato pochi istanti fa.
Tutto è stato chiaro e dev'esserci qualche entità che mi protegge dal'alto e che mi ha salvata da certa feccia.
Quando si vuole offendere una donna si sà dove si va a parare, quale terminologia si usa.
Ecco, quando si arriva a quel punto si scoprono realmente le persone.
Si svela la loro vera natura. La bassezza del loro spirito e la mancanza di spessore.
Insomma, dopo un'affermazione del genere, o meglio, un imperativo che in altre circostanze si poteva anche gradire, penso che di fronte ho una nullità.
Insomma, dopo un'affermazione del genere, o meglio, un imperativo che in altre circostanze si poteva anche gradire, penso che di fronte ho una nullità.
Mi difendo ovviamente, non nego di avere una buona dose di aggressività, ma poi passato il momento, sono certa che la pesantezza di certe affermazioni ritorna al mittente come un pugno in piena faccia. Di quelli che ti spaccano il setto nasale.
Ma il mio sollievo è una sensazione meravigliosa. E ora sto benissimo così. Sorrido e faccio spallucce. Contemporaneamente.
Penso però che è vero che i rapporti mordi e fuggi a sto punto siano più produttivi. Una sorta di equazione matematica dove l'esporsi poco è direttamente proporzionale alla poca delusione.
Insomma, il Principe Azzurro, può aspettare...nel frattempo, tutto quello che viene è Vita, dove impari che la cattiveria è propretà insita nell'uomo ma per fortuna, ci sono anche persone che brillano di luce propria.
mercoledì 1 ottobre 2008
Senza titolo
Vengo continuamente fraintesa.
Le mie parole assumono un peso quando escono dalla mia bocca per poi cambiarlo improvvisamente quando vengono male interpretate da altri.
Le mie parole assumono un peso quando escono dalla mia bocca per poi cambiarlo improvvisamente quando vengono male interpretate da altri.
Tra l'altro, essendo le parole il mezzo che abbiamo per comunicare insieme al linguaggio non verbale, faccio sempre attenzione a quelle che uso e le carico di valore.
Non c'è mai il peso giusto. O pesano troppo o diventano aria fritta.
E' come se le persone partissero con una sorta di preconcetto e basandosi su quello modellassero le mie parole a loro piacimento. Cosi forse tutto diventa più facile, più gestibile.
Ecco allora che Sara diventa quella che vuole una storia seria (proprio adesso???naaaa), Sara è troppo diretta nel bene e nel male ( evviva, dico io) Sara è troppo diversa per ( se non me lo chiedi non puoi saperlo).
Che palle.
Allora smetto di chiarire i miei pensieri quando dall'altra parte c'è chi pensa di sapere tutto o più semplicemente simula manovre strane e cambi di percorso quando i discorsi si fanno scomodi.
Forse, se vi fermaste ad ascoltare un pò di più rischieremmo di capirci. Ma è un rischio che fa paura. E in base a questo pensavo ad una cosa, giusto stamattina: sono la persona più coraggiosa che io conosca.
lunedì 29 settembre 2008
PARA VOS
Lei correva perchè era in ritardo, con la borsa in mano attraversò bruscamente la strada e riprendendo fiato pensò dentro di sè che una sorpresa in fondo non ha tempo, specie se inaspettata.
Così entrò in quella stanza piena di specchi e subito lo vide. Non la sua immagine riflessa, vide proprio lui e gli sorrise.
Lui non la riconobbe subito forse perchè era cambiata tanto dall'ultima volta o forse perchè adesso lei assomigliava più all'idea che aveva di se stessa, soltanto adesso poteva essere davvero lei.
Lui le andò incontro baciandole le guance e lei venne accarezzata da quel profumo che non si dimentica e dall'azzurro degl'occhi di lui.
Fu un attimo, solo un attimo.
Il resto fu musica e mani che si toccano quasi a chiedere permesso. Fu turbamento e emozioni. Ed emozioni che turbano.
Forse la turbavano perchè non era ancora abbastanza forte per sapere quale direzione prendere. Non sapeva se fosse stata più saggia la strada dell'azione o quella dell'attesa.
Lei ripensava a quegl'occhi e a quelle mani e sapeva che avrebbe desiderato un gesto in più per sapere come muoversi.
Ora, la paura di sbagliare di nuovo la induceva a restare immobile, vigile ad ogni battito.
Ma capitava che lei ripensasse a quegl'occhi chiari e a quanto le avevano donato in quel poco tempo.
A quanto il volto di lui sapesse parlare senza che le labbra si muovessero.
Lei aspettava...ma il suo non era un aspettare passivo. Semplicemente lo voleva aspettare per capire se i loro passi potevano esistere in una sincronia. Voleva aspettare per capire se riusciva a decifrare la direzione dei suoi di passi, anche ad occhi chiusi, proprio come le aveva insegnato lui.
Così si sedette, e restando a piedi nudi, lo cercò con lo sguardo, anche se, se fossero stati soli, lei avrebbe voluto dirgli tante cose.
domenica 28 settembre 2008
USURPATRICE!!!!
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